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venerdì 20 novembre 2015

Quanto siete esperti di sushi?

Un test per mettere alla prova la vostra conoscenza del sushi. Visa ha realizzato questi spot pubblicitari con cinque livelli di preparazione per distinguere le varie tipologie di sushi, mentre sfrecciano a tutta velocità davanti a voi. Mettetevi alla prova e fateci sapere il vostro risultato.

Livello 1

Livello 2

Livello 3

Livello 4

Livello 5


lunedì 27 luglio 2015

Japan Night alla Cascina Cuccagna - Milano


Ieri sera presso la Cascina Cuccagna, si è tenuto l'evento Japan Night organizzato da Peace Kitchen un progetto legato all'EXPO che ha come obiettivo far conoscere la cucina giapponese. Non solo i piatti che siamo abituati a mangiare al ristorante, ma anche qualcosa di più particolare che si cucina nella case.
Ieri sera oltre alla degustazione del Sake è stato possibile assaggiare la carne Wagyu di Kagoshima preparata come Sukiyaki.
Per seguire i prossimi eventi potete fare riferimento alla pagina Facebook di Peace Kitchen: Peace Kitchen Italia

lunedì 30 dicembre 2013

Oroshi soba - ricetta


Visto che per tradizione in Giappone il 31 dicembre si mangia la soba, vi proponiamo un piatto freddo, semplice e veloce da preparare, a base di soba.
    Ingredienti per due persone:
  • 2 mazzi (200g) di soba
  • daikon oroshi (daikon, circa 5cm, grattugiato)
  • dashi 200cc (Dashi - ricetta)
    *se non potete preparare dashi, potete usare dashi solubile(200cc di acqua e 1/3 di bustina)
  • salsa di soia 50cc
  • zucchero 1 cucchiaio
  • katsuobushi (scaglie di tonnetto secco) qb
  • alga nori qb
    Preparazione:
  1. Sbucciare e grattugiare daikon.
  2. Far bollire dashi (200cc) e aggiungere 1 cucchiaio di zucchero e 50cc di salsa di soia. Quando arriva a bollore spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.
  3. Far bollire la soba (seguendo la procedura come scritto sulla confezione). Dopo aver scolato l'acqua, risciacquare la soba sotto l'acqua (fredda) corrente del rubinetto per eliminare l'amido, è sufficiente circa un minuto.
  4. Mettere la soba in una ciotola grande, aggiungere daikon oroshi, katsuobushi(scaglie di tonnetto secco), nori e dashi preparato precedentemente.
  5. buon appetito.
良いお年をお迎えください。
Yoi otoshi o omukae kudasai. Buon anno a tutti!

mercoledì 4 dicembre 2013

Washoku è riconosciuta dall'unesco


Dopo l'annuncio ufficioso di due mesi fa, adesso l'UNESCO ha ufficializzato che la cucina tradizionale giapponese, washoku è patrimonio immateriale dell'umanità.
Una delle motivazioni che si leggono nel riconoscimento è la seguente:
Trasmessa di generazione in generazione, Washoku svolge un ruolo importante nel rafforzare la coesione sociale tra il popolo giapponese, fornendo loro un senso di identità e appartenenza.

martedì 16 luglio 2013

Tsukemen - ricetta


La parola Tsukemen つけ麺 si divide in tsuke che vuol dire intingere e men che vuol dire noodle, quindi si tratta di un piatto di noodle che si mangiano intingendoli nel brodo.
Ultimamente questo piatto è diventato molto popolare in Giappone, come ramen.
Se volete mangiare qualcosa di nuovo potete prepararlo facilmente. Il brodo si può preparare mentre bolle la pasta.
    Ingredienti per due persone:
  • pasta (spaghetti alla chitarra o bigoli) 160-200g (dipende da quanto avete fame).
    E' difficile trovare men (chùkamen=noodle per ramen, tsukemen, yakisoba) in italia, quindi oggi abbiamo usato gli spaghetti alla chitarra.
  • Per guarnire (facoltativo):
  • metà cetriolo (tagliato alla julienne)
  • alcuni pomodorini
  • Ingredienti per il brodo:
  • acqua 400cc
  • carne macinata 150-200g
  • 2 spicchi di aglio
  • zenzero fresco (dimensione tipo un pomodorino)
  • un peperoncino
  • un cipollotto o porro 5cm
  • zucchero 1 cucchiaio (15cc)
  • salsa di soia 4 cucchiai (60cc)
  • aceto 1 oppure 1.5 cucchiaio (15cc o 20cc)
  • Goma Abura (olio di semi di sesamo)
  • brodo granulare (facoltativo)
  • sake 1 cucchiaio (facoltativo)
    Preparazione:
  1. Far bollire la pasta. Salatela un po' più del solito perchè poi verrà raffreddata sotto l'acqua.
  2. Tagliare aglio, zenzero e peperoncino a pezzettini e soffriggerli in un pentolino su fuoco moderato. Quando si comincia a sentire il profumo dell'aglio, aggiungere la carne macinata e soffriggere bene. Se avete il sake, potete aggiungerlo.
  3. Quando la carne è cotta (non sì vede più la parte rossa), aggiungere i 400cc di acqua e aspettare che arrivi a bollire.
  4. Quando comincia il bollore abbassare il fuoco al minimo, aggiungere 1 cucchiaio di zucchero, 4 cucchiai di salsa di soia, 1 cucchiaio di aceto, mescolando bene nel pentolino.
    A questo punto è meglio assaggiarlo perché il brodo di tsukemen dovrebbe avere un sapore un po' più denso e deciso rispetto a ramen. Se manca un po' di sapore, potete regolarlo con sale o brodo granulare.
  5. Spegnere il fuoco del brodo e aggiungere un filo di Goma Abura e i cipollotti.
  6. Scolare la pasta (non deve essere al dente, bisogna cuocerla bene) e farla raffreddare sotto l'acqua corrente.
  7. Mettere la pasta su un piatto e guarnire con cetriolo e pomodoro.
  8. Versare il brodo in una ciotola.
  9. La pasta si mangia intingendola nel brodo (il brodo ogni tanto bisogna mescolarlo perché la carne rimane sotto).
  10. Quando sarà finita la pasta, potete gustare anche il brodo, ma se è troppo forte(salato), potete diluirlo con acqua calda.
  11. Buon appetito

sabato 22 settembre 2012

Coltivare germogli di soia - Moyashi

E' molto semplice coltivare i germogli di soia (Moyashi) in casa, noi abbiamo provato usando azuki verde, una varietà di soia. L'unica cosa importante è avere un contenitore adatto, noi abbiamo usato un contenitore di plastica per alimenti con all'interno una specie di cestello traforato che permette all'acqua di passare verso il basso, in modo che i germogli che si trovano sotto non rimangano inzuppati e marciscano.
La preparazione è molto semplice:
Primo giorno: Lavare bene gli azuki sotto l'acqua corrente, poi metterli nel contenitore che avete scelto per una notte con abbondante acqua.
Secondo giorno: Questa foto è stata scatatta la mattina del secondo giorno, gli azuki sono diventati più grandi. A questo punto è necessario buttare l'acqua, sciacquarli e lasciarli nel contenitore senza acqua per un altro giorno (durante il giorno vanno sciacquati almeno altre tre volte).
Terzo giorno: La mattina del terzo giorno sono spuntati i primi germogli. Come per il giorno precedente, sciacquarli e lasciarli nel contenitore senza acqua per un altro giorno (durante il giorno vanno sciacquati almeno altre tre volte).
Quarto giorno: La mattina del quarto i germogli sono spuntati, si trovano nello stato in cui vengono venduti al supermercato. In questo momento possono già essere mangiati. Noi però abbiamo voluto aspettare un ulteriore giorno, quindi li abbiamo di nuovo sciaquati e rimessi nel contenitore (durante il giorno vanno sciaquati almeno altre tre volte).
Quinto giorno, mattina: La mattina del quinto giorno i germogli iniziano ad aprirsi, questo è il momento di mangiarli, noi li abbiamo mangiati la sera, quindi sono rimasti nel contenitore ancora questo quinto giorno. Sempre lavandoli 3 volte almeno.
Quinto giorno, pomeriggio: Questo è il risoltato al pomeriggio del quinto giorno. sono cresciti tantissimo dalla mattina. Se dovete cnservarli oltre, meglio metterli in frigo in modo da fermare la crescita.
Come avete visto è stato semplice, i tempi dipendono molto dalla temperatura e dall'umidità dell'ambiente il cui li fate germogliare.
Alcune regole da segire:
  • Metteteli dove non arrivano i raggi del sole, la temperatura ideale è intorno ai 20 gradi.
  • Non chiudere il contenitore con il coperchio, meglio coprire con un canovaccio oppure lasciare aperto il coperchio del contenitore.
  • Se hanno un odore sgradevole oppure se i germogli sono viscidi, allora saranno marci. Bisogna buttarli via.
  • Dopo 5 giorni meglio conservarli nel frigo, in generale i germogli non durano a lungo, quindi farne germogliare pochi alla volta e mangiarli subito. Regolate la quantità prima di farli crescere. Tenete presente che una sola manciata di azuki diventeranno abbondanti dopo essere germogliati.
  • Crescendo la buccia esterna si stacca, va eliminata prima di mangirali perchè non è buona.
Una ricetta veloce, ottima come contorno.
    Moyashi Itame (germogli saltati in padella)
  1. Mettere aglio, olio(poco), peperoncino nella padella.
  2. saltare i germogli velocemente aggiungendo sale e pepe.
  3. All'ultimo momento, alzare il fuoco e aggiungere la salsa di soia vicino al bordo della padella in questo modo evaporerà un po' prima di raggiungere il centro, dove ci sono gli ingredienti. Facendo in questo modo si da sapore di salsa di soia, mentre versandola direttamente sugli ingredienti il sapore finale risulterà molto salato.
  4. Finire di saltare il tutto e servire.

domenica 22 luglio 2012

Takoyaki ricetta

takoyaki
Questa ricetta per takoyaki prevede una pastella abbastanza condita, questo permette di evitare di dover usare l'apposita salsa che si mette sopra i takoyaki, visto che in Italia è difficile da trovare. Una cosa che però è indispensabile è la pentola, purtroppo non ci sono alternative, l'unico modo è avere una pentola per takoyaki. In Giappone se ne vendono moltissime e costano poco, ma sono tutte elettriche e ovviamente non funzionano in Italia, così ne abbiamo comprata una in ferro, è un po' più complicato perchè in questo modo dobbiamo cucinare i takoyaki tutti insieme e poi mangiarli, mentre in Giappone si preparano direttamente sul tavolo da pranzo e si mangiano mentre si cucinano, soprattutto se si mangia con gli amici.
Se volete acquistare una pentola, qui c'è un link ad un sito che spedisce anche in Italia: Pentola per takoyaki.
    Ingredienti (circa 50 takoyaki):
  • 1 o 2 cipollotti tagliati in piccoli pezzi
  • zenzero (circa 3 cm) tagliato a pezzettini
  • polpo bollito, circa 200 g (4 tentacoli) tagliato in pezzi di circa 1cm
  • 3 uova
  • farina 420cc
  • zucchero 2 cucchiaini
  • sale 1 cucchiaino
  • salsa di soia 1 cucchiaio
  • acqua 900cc
  • una bustina di dashi solubile (se non l'avete, un paio di cucchiaini di brodo glanulare oppure preparate del brodo di pesce da usare al posto dell'acqua 900cc)
pentola per takoyaki
    Preparazione:
  1. Mettere tutti gli ingredienti, tranne il polpo, in un recipiente e mescolare in modo che non si formino grumi, si formerà così una pastella abbastanza liquida.
  2. Far scaldare la pentola per takoyaki e poi ungerla con olio di semi.
  3. Quando la pentola è calda, tenendo il fuoco abbastanza vivace, mettere la pastella nei buchi. Anche se la pastella esce non è un problema.
  4. Mettere un pezzetto di polpo in ogni buco riempito di pastella.
  5. Quando la pastella comincia a cuocere, si vede che cambia colore verso il bordo, abbassare leggermente il fuoco. Adesso è il momento di girare i takoyaki usando un bastoncino di bamboo, quelli che si usano per gli spiedini. E' un'operazione difficile da spiegare, ma semplice da compiere. Infilando la punta del bastoncino vicino al bordo del takoyaki e spingendo, questo si girerà quasi da solo.
  6. Alzare nuovamente il fuoco e ogni tanto far girare i takoyaki in modo che creino una pallina.
  7. Quando tutti i lati dei takoyaki avranno preso colore si possono togliere dalla pentola.
  8. Buon appetito.
Come ho già scritto, questi takoyaki si possono mangiare senza aggiungere niente, però se volete sperimentare, potete aggiungerci sopra: salsa di takoyaki, maionese, katsuo (scaglie di tonnetto) e aonori (alga in polvere). Noi abbiamo provato anche ad aggiungere della salsa di soia, oppure del sale perticolare, come quello nero o rosa dell'Himalaya.
Un'altra variante che abbiamo provato è sostitutire il polpo con del tonno, il normale tonno in scatola, vengono comunque molto buoni.
takoyaki
Se volete acquistare la pentola per takoyaki in ghisa, da questo sito spediscono anche in Italia:
Pentola per Takoyaki
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sabato 19 maggio 2012

Zenzai e o-shiruko ricetta

zenzai dango
Un dessert tradizionale giapponese. Si tratta di una specie di zuppa dolce preparata con azuki, i fagioli rossi. Spesso nella zuppa si mette mochi, dango o delle castagne, a piacere. In estate viene servita fredda mentre in inverno molto calda. Viene chiamata zenzai oppure o-shiruko, il nome cambia a seconda della preparazione e della regione del Giappone. Ad esempio nel Kansai (zona di Osaka,Kyoto) per zenzai s'intende la zuppa con anko dove ancora si sente la consistenza dei chicchi di azuki, mentre si chiama o-shiruko quando si usa anko che è come una purea senza consistenza.
La ricetta per una porzione:
    Ingredienti per circa 40 palline di dango:
  • 200cc acqua
  • anko
  • un pizzico di sale
  • zucchero q.b.
    Preparazione:
  1. Mescolare acqua e anko nella proporzione di 1 a 1.
  2. Portare a ebollizione a fuoco moderato, quando bolle regolate con lo zucchero a vostro gusto e mettete un pizzico di sale (fa sentire più dolce).
  3. A piacere si può aggiungere mettere mochi (grigliato) oppure un paio di dango.
  4. Spesso viene servito con una piccola quantità di shiokombu (alga secca con sale cristallizzato) oppure con della salamoia, sembra strano ma qualcosa di salto aiuta a togliere il sapore dolce, resettando il gusto.
Se dovete preparare anche anko, seguite la ricetta: anko. Dopo aver cotto azuki, metteteli in un pentolino con il liquido di cottura e aggiungere lo zucchero, così sarà già pronto da servire.

lunedì 14 maggio 2012

Kushi dango e Mitarashi dango ricetta

kushi dango con anko
Dango si possono preparare in diversi modi, qui sotto mettiamo la ricetta base per preparare queste palline di farina di riso, e più sotto la ricetta per preparare la salsa di Mitarashi Dango.
kushi dango
    Ingredienti per circa 40 palline di dango:
  • 250g farina di riso (sarebbe meglio usare per metà polvere di riso glutinoso, ma in Italia non si trova)
  • 250cc di acqua bollente
  • 2 cucchiai di zucchero
    Preparazione:
  1. Far sciogliere lo zucchero nell'acqua.
  2. Mettere la farina di riso in una recipiente e aggiungere l'acqua bollente piano piano, mescolando. Poi impastare bene.
  3. Strappare la pasta in pezzetti di circa 2 o 3 centimetri e metterli nella vaporiera. Non è necessario dare una forma bella perché poi dovremo impastarli nuovamente.
  4. Cuocere nella vaporiera per circa 12-15min. Toglieteli quando la pasta avrà cambiato colore, da bianca sarà diventata un po' più scura, tendente al colore beige.
  5. Mettere la pasta in una recipiente resistente (non di vetro) e impastare usando il pestello del mortaio. La pasta, più che impastata va proprio pestata con una certa forza. Se non avete un pestello da mortaio potete usare le mani. Il risultato dev'essere una pasta uniforme e gommosa.
  6. Strappare la pasta creando delle palline di circa 2-3 cm.
  7. Se vengono messe nella vaporiera per altri 4-5 minuti risulteranno più buone.
  8. Guarnire a piacere.
  9. Potete guarnire con anko, kinako oppure salsa di soia. Si possono mangiare anche con un piatto salato tipo la zuppa di miso. Per conservarli: teneteli coperti con la carta trasparente, altrimenti diventano duri e secchi. Per farli tornare morbidi: fateli riscaldare sulla padella o nella vaporiera.
mitarashi dango
Un metodo classico per preparare dango è Mitarashi Dango, quindi dopo aver seguito la ricetta sopra, potete preparare questa salsa per guarnire dango:
    Ingredienti:
  • zucchero, 4 cucchiai
  • salsa di soia, 1 cucchiaio e 1/2
  • acqua, 50cc
  • fecola di patate, 2/3 di cucchiaio
    Preparazione:
  1. Mettere tutti gli ingredienti in un pentolino e cuocere a fuoco lento, mescolando.
  2. Quando salsa comincia ad addensarsi spegnere il fuoco. La consistenza della salsa dev'essere tipo il miele, se non si è ancora arrivati a questa consistenza, tenere la salsa nel pentolino e continuare a mescolare a fuoco spento.
  3. Quando la salsa è pronta versarla sui dango.
  4. Solitamente prima di mettere la salsa gli spiedini di dango vengono prima messi sulla griglia in modo da far bruciacchiare un lato.

domenica 6 maggio 2012

Manju - ricetta

Manju
Manju まんじゅう è un dolce tipico giapponese, è molto semplice da preparare. L'unico particolare è che richieda la cottura al vapore, noi abbiamo usato una vaporiera in bamboo.
    Ingredienti per 6 Manju:
  • farina 100g
  • acqua 70cc
  • zucchero 2 cucchiai
  • bicarbonato 1 cucchiaino
  • farina q.b (per lavorare)
  • Anko per il ripieno (6 palline di 3cm)
    Preparazione:
  1. Mettere l'acqua in una ciotola, fa scogliere bicarbonato, zucchero.
  2. Setacciare i 100g di farina e aggiungerla agli altri ingredienti nella ciotola.
  3. Mescolare bene la farina e l'acqua, senza impastare con forza ma cercando di ottenere una pasta molto morbida.
  4. Mettere un po' di farina setacciata in un piatto e spostarci la pasta. Infarinare la pasta per poterla lavorare senza che si attacchi alle mani. Attenzione a non impastare, la pasta deve sempre restare molto morbida.
  5. Dividere la pasta in 6 parti e lavorare queste parti in modo da formare un piccolo disco grande come il palmo della mano, fare attenzione a non rendere la pasta troppo sottile.
  6. Per formare un Manju, prendere un disco di pasta e posizionarlo tra indice e pollice di una mano, appoggiare una pallina di Anko al centro del disco e spingerla con delicatezza verso l'interno in modo da stendere la pasta intorno alla pallina di Anko. Quando tutto il ripieno sarà coperto dalla pasta, chiudere con la pasta restante e dargli una forma tondeggiante con le mani.
  7. Tagliare della carta da forno in 6 quadrati di circa 5cm e appoggiare ogni Manju sopra un pezzo di carta da forno.
  8. Mettere i Manju nella vaporiera e cuocere per circa 10 minuti.
  9. Una volta cotti, lasciarli raffreddare prima di mangiarli.
Manju
Manju
Manju

venerdì 27 aprile 2012

Dorayaki ricetta

Dorayaki どら焼き è uno dei dolci giapponesi più conosciuti in Italia, forse grazie al cartoon Doraemon ドラえもん, il cui protagonista ne mangia moltissimi. E' anche un dolce veramente semplice da realizzare, questa è la ricetta che usiamo noi.
    Ingredienti per 6 dorayaki:
  • farina di riso 200cc (circa 130g)
  • 2 uova
  • 1/3 cucchiaino di bicarbonato
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele
  • 80ml di latte
    Preparazione:
  1. Sbattere le uova e aggiungere zucchero e miele.
  2. Mettere il bicarbonato nella farina e poi mescolare insieme alle uova.
  3. Lasciare riposare il composto per 30 minuti.
  4. Scaldare una padella antiaderente, quando è sufficientemente calda versare il composto dandogli una forma circolare grande circa 10 centimetri. Fare attenzione a non schiacciare il composto.
  5. Quando si cominciano a vedere dei buchi sulla superficie della pasta è il momento di girarla. Non è necessario far diventare scuro il secondo lato basta solo fare in modo che la pasta sia asciughi.
  6. Una volta preparati questi pancake, formate un dorayaki mettendone uno sopra l'altro e farcendo con anko.


mercoledì 25 aprile 2012

Anko la marmella di Azuki ricetta

Anko è una preparazione che sta alla base di molti dolci giapponesi come ad esempio dorayaki. Si può mangiare in moltissimi modi, anche semplicemente spalmato sul pane come una normale marmellata. Oppure si sposa bene con il gelato, specialmente al sapore di fiordilatte o vaniglia.
Con questa ricetta si prepara una quantità superiore a quella che si vede nella foto sopra.
    Ingredienti:
  • azuki 300cc (250g)
  • zucchero 200g
  • sale 1/2 cucchiaino
    Preparazione:
  1. Lavare bene azuki ed eliminare quelli rotti.
  2. Metterli in una pentola adatta a cotture lunghe e aggiungere acqua fino ad arrivare a 3-5cm sopra azuki.
  3. Portare a ebollizione a fuoco medio. Quando l'acqua comincia a bollire, regolare il fuoco facendo in modo che continui a bollire ma molto poco, sulla superficie dell'acqua deve continuare ad esserci le bolle ma di piccole dimensioni. Mantenere questo piccolo bollore per 10 minuti.
  4. Scolare azuki e buttare l'acqua.
  5. A questo punto, ripetere i punti precedenti, cioè aggiungere l'acqua e fare bollire ma questa volta per 40 minuti. Ogni tanto eliminate la schiuma che si forma sulla superficie.
  6. Di nuovo buttare l'acqua e ripetere i punti precedenti, fare cuocere fino a quando l'acqua arriva al livello di azuki (quando i fagioli cominciano ad essere fuori dall'acqua).
  7. Controllare la cottura di azuki, se prendendone uno tra due dita si riesce a schiacciare senza metterci forza vuol dire che sono cotti.
  8. Se non sono ancora cotti aggiungere un bicchiere d'acqua (anche fredda) e continuare a cuocere provandone la cottura appena l'acqua scende di livello (vedi punto precedente).
  9. Quando sono cotti, se l'acqua è superiore al livello di azuki, potete eliminare quella in eccesso. L'acqua deve coprire appena i fagioli.
  10. Abbassare il fuoco e aggiungere lo zucchero mentre si mescola con un cucchiaio di legno. Dopo aver aggiunto lo zucchero, assaggiate e regolate di zucchero secondo il vostro gusto.
  11. Continuate a mescolare e schiacciare i fagioli (sempre a fuoco basso altrimenti si brucia), fino a quando l'acqua si asciuga e azuki diventano una pasta compatta. In Giappone si dice che vanno mescolati fino a quando si riesce a vedere il fondo della pentola, nel senso che se la pasta è troppo liquida, mescolando coprirà subito il fondo, mentre se è sufficientemente compatta quando si mescola sarà possibile vedere il fondo.
  12. A questo punto aggiungere il sale e dare un'ultima mescolata.
  13. Terminata la preparazione è necessario lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Se ve ne avanza una parte potete conservarla in frigorifero.

sabato 14 aprile 2012

Anisakis il parassita del pesce crudo

Ci è stato chiesto da una lettrice qualche informazione riguardo al pericolo di rimanere infettati dal parassita anisakis mangiando pesce crudo, così abbiamo raccolto un po' di informazioni al riguardo.
Il ciclo vitale
E' un parassita grande circa 2 centimetri, vive nei mammiferi marini i quali espellono tramite le feci le uova dalle quali nascono le larve, queste vengono mangiate dai crostacei che a loro volta vengono mangiati dai pesci, il ciclo si chiude quando i mammiferi marini che sono in cima alla catena alimentare si nutrono dei pesci. L'uomo non fa parte del ciclo di vitale dell'anisakis, quindi anche se ingerisce inavvertitamente questo parassita, esso non si riproduce.
Dove si trova
Le specie in cui è più diffuso sono: calamaro, totano, salmone, tonno, pesce spada, aringa, sardina, alice e sgombro. In alcuni casi si trova anche nei pesci di acqua dolce. Nei pesci di allevamento è molto meno diffuso. Siccome il parassita vive nell'intestino dei pesci, se questi vengono eviscerati appena pescati, il parassita non si propaga nella carne. L'anisakis abbandona l'intestino solo quando si accorge che il pesce in cui si trova è morto e si mette quindi alla ricerca di un nuovo ospite in cui trasferirsi.
A cosa fare attenzione
Visto che è possibile trovare questo parassita nella carne del pesce, bisogna fare attenzione ai piatti di pesce crudo, come sushi, sashimi, carpaccio, pesce sotto aceto e in alcuni casi anche al pesce affumicato. L'aceto non è detto che uccida l'anisakis, dipende dalla quantità utilizzata e lo stesso vale per limone e sale.
Sintomi
Nell'uomo, questo parassita può causare intenso dolore addominale, nausea, vomito, febbre e diarrea. Nei casi più gravi, può passare dallo stomaco all'intestino e qui arrivare perfino a provocare un'occlusione intestinale o la perforazione intestinale.
Per essere sicuri
Ci sono due soli metodi per eliminarlo:
- il calore, cucinare il pesce ad almeno 60 gradi almeno per un minuto.
- il freddo, tenere il pesce a -20 gradi per almeno 24 ore.
Se capita di mangiare del pesce dove è presente questo parassita, può capitare di vederlo ad occhio nudo. Non pubblico le foto direttamente qui, ma se volete vedere com'è fatto aprite questo link.
In Giappone
Essendoci una vera cultura del pesce crudo, in Giappone si sa già fin da quando viene pescato che il pesce potrà essere consumato crudo, quindi vengono presi tutti gli accorgimenti necessari. Anche per questo motivo, quando si acquista il pesce al supermercato, i tagli che sono destinati ad essere consumati crudi hanno riportato sulla confezione la scritta "per sashimi 刺身用" e devono essere consumati entro la giornata. Inoltre, contrariamente a quanto si può pensare, non tutte le specie di pesce vengono consumate crude. Nella preparazione di sushi e sashimi, la carne del pesce viene tagliata sottile, in questo modo se dovesse esserci qualche parassita, viene ucciso col taglio, mentre se riesce a sopravvivere, dovrà uscire non essendoci spazio per nascondersi.
In Italia
Ultimamente sono stati aperti moltissimi ristoranti che offrono sushi e sashimi, ma la maggior parte di questi è gestita da persone di nazionalità cinese e in molti casi non ha le conoscenze di cosa vuol dire preparare questo tipo di piatti. Anche il fatto di avere un attestato HCCP, che è un sistema di autocontrollo, non mette al riparo da problematiche relative all'igiene. Ci sono molti casi in cui ristoranti gestiti da persone di nazionalità cinese vengono chiusi dai NAS dei Carabinieri proprio per problemi relativi all'igiene.
Consigli
Solitamente noi non frequentiamo ristoranti giapponesi in Italia anche perchè quelli che sono veramente giapponesi sono abbastanza costosi e visto che noi andiamo in Giappone una volta all'anno aspettiamo questo momento per gustare i piatti della cucina giapponese. Se volete mangiare piatti giapponesi, un consiglio che vi posso dare è scegliere bene il ristorante in cui andare e frequentare sempre lo stesso.
Le nostre ricette
In questo blog abbiamo pubblicato spesso ricette che prevedono l'utilizzo di pesce crudo. Per Quando preparare questi piatti a casa, utilizziamo il carpaccio che è normalmente venduto al supermercato. Essendo tagliato sottile ci sono meno rischi che contenga questi parassiti, inoltre
essendo venduto per un consumo crudo, dovrebbe avere maggiori garanzie, anche se non abbiamo mai chiesto se viene conservato in un abbattitore. Un accorgimento che si può prendere in caso si abbia comunque timore è di masticare molto bene il pesce :)

giovedì 1 marzo 2012

Sui voli JAL si mangia gyudon di Yoshinoya

Da oggi la compagnia aerea JAL offre un piatto del popolare Gyudon realizzato della catena di ristoranti Yoshinoya sui voli internazionali con destinazione New York, Chicago, Los Angeles, Londra e Francoforte, anche per chi vola in classe economica.

domenica 29 gennaio 2012

Riso istantaneo in caso di terremoto

Quello che abbiamo provato questa volta, non è un normale riso istantaneo, ma si tratta di una confezione specificatamente studiata per l'impiego in caso di terremoto. Visto che in Giappone si impara a convivere con i terremoti, si è anche sempre pronti ad affrontare ciò che potrebbe accadere subito dopo un terremoto e cioè bisogna essere in grado di sopravvivere in autonomia per alcuni giorni, tempo necessario affinché i soccorsi riescano ad organizzarsi. Questo tipo di riso è un pasto ideale in situazioni di emergenza, dove difficilmente si può avere a disposizione dell'acqua calda, infatti può essere cucinato anche con dell'acqua a temperatura ambiente.
Prepararlo è molto semplice, basta aprire la busta e togliere il cucchiaino in dotazione.
Poi versare l'acqua nella busta e chiudere, a questo punto è aspettare che sia cotto, in caso si usi acqua calda è necessario attendere 15 minuti, mentre se si usa acqua a temperatura ambiente è necessario aspettare 60 minuti. Al termine aprire la busta e mangiare il riso. Noi l'abbiamo messa in una ciotola per poter fare la foto.
Il sapore è molto buono per essere cibo istantaneo. Quello che abbiamo provato noi è della Onisi e lo vendono anche sul sito di Amazon e rakuten.